Per indicare la derivata di una funzione rispetto alla variabile si possono usare molte notazioni differenti:
- La più comune è: in cui si utilizza l'apice dopo il simbolo della funzione (si legge “f primo di x”). Il valore della derivata in un punto è . Questa notazione, introdotta da Lagrange, sottolinea il fatto che è una nuova funzione, appunto la funzione derivata, ottenuta derivando . La funzione può essere ulteriormente derivata e la sua derivata è indicata con (“f secondo”). Continuando otteniamo come derivata di . A seguire è scomodo utilizzare gli apici, e si preferisce dunque usare un numero tra parentesi: , , …, . Le parentesi sono necessarie per non confondere la derivazione con l'elevamento a potenza. Ovviamente si ha , e . L'utilizzo dell'apice è comodo perchè si può inserire nella formula esplicita di ogni funzione: la derivata di si può indicare come e analogamente per le altre funzioni. Spesso si scrive, in modo leggermente impreciso, . La notazione “imprecisa” è comune per derivate di funzioni che non hanno un proprio simbolo, ad esempio la derivata di si può scrivere .
- Un'altra possibilità, molto comune in fisica, utilizza il punto anziché l'apice: Se si usa una nuova variabile per indicare , ponendo , la derivata è e la derivata seconda . Questa notazione è detta di Newton, ed essendo legata alla fisica è raro trovare derivate oltre la seconda espresse in questa forma.
- Una terza scrittura è la notazione di Leibniz che richiama la definizione di derivata come limite di un rapporto (si legge “de f su de x”). Ad esempio la derivata di si scrive . Il valore nel punto si indica con . Questa notazione è più scomoda da scrivere, ma mostra alcune proprietà della derivata: se è una funzione composta ( e ), vale che: come se si trattasse di un'operazione algebrica. Le derivate successive si indicano con:
- Un'ultima notazione, detta di Eulero, indica con o la derivata di e con o il suo valore in . Se necessario si può specificare, come pedice, la variabile su cui si deriva: . Le derivate successive sono: , , …, . Questa notazione sottolinea la possibilità di vedere la derivazione come un operatore che manda la funzione di partenza in una nuova funzione , sua derivata.
Riepilogando, se prendiamo una funzione di esempio: , la sua derivata può essere scritta come: