3'

La notazione delle derivate

Per indicare la derivata di una funzione f(x)f(x) rispetto alla variabile xx si possono usare molte notazioni differenti: f(x),f˙(x),dfdx,Df(x). f'(x), \dot f(x), \frac{df}{dx}, Df(x).

  • La più comune è: f(x)f'(x) in cui si utilizza l'apice dopo il simbolo della funzione (si legge “f primo di x”). Il valore della derivata in un punto x0x_0 è f(x0)f'(x_0). Questa notazione, introdotta da Lagrange, sottolinea il fatto che ff' è una nuova funzione, appunto la funzione derivata, ottenuta derivando f(x)f(x). La funzione f(x)f'(x) può essere ulteriormente derivata e la sua derivata è indicata con f(x)f''(x) (“f secondo”). Continuando otteniamo f(x)f'''(x) come derivata di f(x)f''(x). A seguire è scomodo utilizzare gli apici, e si preferisce dunque usare un numero tra parentesi: f(4)(x)f^{(4)}(x), f(5)(x)f^{(5)}(x) , …, f(n)(x)f^{(n)}(x). Le parentesi sono necessarie per non confondere la derivazione con l'elevamento a potenza. Ovviamente si ha f(x)=f(1)(x)f'(x)=f^{(1)}(x), f(x)=f(2)(x)f''(x)=f^{(2)}(x) e f(x)=f(3)(x)f'''(x)=f^{(3)}(x). L'utilizzo dell'apice è comodo perchè si può inserire nella formula esplicita di ogni funzione: la derivata di f(x)=sin(x)f(x) = \sin(x) si può indicare come (sin)(x)(\sin)'(x) e analogamente per le altre funzioni. Spesso si scrive, in modo leggermente impreciso, (sinx)(\sin x)'. La notazione “imprecisa” è comune per derivate di funzioni che non hanno un proprio simbolo, ad esempio la derivata di f(x)=xn+3f(x) = x^n+3 si può scrivere (xn+3)(x^n+3)'.
  • Un'altra possibilità, molto comune in fisica, utilizza il punto anziché l'apice: f˙(x)\dot f (x) Se si usa una nuova variabile yy per indicare f(x)f(x), ponendo y=f(x)y=f(x), la derivata è y˙\dot y e la derivata seconda y¨\ddot y. Questa notazione è detta di Newton, ed essendo legata alla fisica è raro trovare derivate oltre la seconda espresse in questa forma.
  • Una terza scrittura è la notazione di Leibniz dfdx \frac{df}{dx} che richiama la definizione di derivata come limite di un rapporto (si legge “de f su de x”). Ad esempio la derivata di f(x)=xnf(x)=x^n si scrive ddx(xn)\frac{d}{dx}(x^n). Il valore nel punto x0x_0 si indica con dfdx(x0)\frac{df}{dx}(x_0). Questa notazione è più scomoda da scrivere, ma mostra alcune proprietà della derivata: se y=f(g(t))y=f(g(t)) è una funzione composta (y=f(x)y=f(x) e x=g(t)x=g(t)), vale che: dydt=dydxdxdt \frac{dy}{dt}= \frac{dy}{dx} \frac{dx}{dt} come se si trattasse di un'operazione algebrica. Le derivate successive si indicano con: d2fdx2,d3fdx3,...,dnfdxn\frac{d^2f}{dx^2}, \frac{d^3 f}{dx^3}, ..., \frac{d^n f}{dx^n}
  • Un'ultima notazione, detta di Eulero, indica con Df(x)Df(x) o D[f(x)]D[f(x)] la derivata di f(x)f(x) e con Df(x0) Df(x_0) o D[f(x0)]D[f(x_0)] il suo valore in x0x_0. Se necessario si può specificare, come pedice, la variabile su cui si deriva: Dxf(x)D_x f(x). Le derivate successive sono: D2fD^2 f, D3fD^3 f, …, DnfD^n f. Questa notazione sottolinea la possibilità di vedere la derivazione come un operatore DD che manda la funzione di partenza ff in una nuova funzione DfDf, sua derivata.

Riepilogando, se prendiamo una funzione di esempio: y=f(x)=log(x2)+sinxy=f(x)=\log(x^2)+\sin x, la sua derivata può essere scritta come: f(x),y,(log(x2)+sinx),y˙,dfdx(x),ddx(log(x2)+sinx),Df(x),D[log(x2)+sinx].f'(x), y', (\log(x^2)+\sin x)', \dot y, \frac{df}{dx}(x), \frac{d}{dx} (\log(x^2)+\sin x), Df(x), D[\log(x^2)+\sin x].