La Pace di Augusta

Uno dei problemi che Carlo V deve affrontare durante il suo regno è sicuramente il propagarsi del luteranesimo. Nello scontro tra le chiese riformate, luterane e calviniste, e quella cattolica, Carlo V cerca di mantenere sempre un atteggiamento di mediazione. Nel 1521, dopo la scomunica di Martin Lutero, Carlo V convoca la Dieta di Worms in cui dà a Lutero la possibilità di trattare. La Dieta però non si risolve come sperato dall’imperatore e Lutero viene dichiarato nemico pubblico e costretto alla fuga. Nel 1530 Carlo V convoca un’altra Dieta, quella di Augusta. Qui i luterani presentano la Confessio Augustana che riassume le idee alla base della riforma. Carlo V ordina ai principi luterani di restituire le terre sottratte alla Chiesa di Roma, ma questi, invece di obbedire all’imperatore, si legano nel 1531 nella Lega di Smalcalda. Nel 1547 Carlo V attacca la Lega e ottiene un’importante vittoria, ma la situazione non accenna a migliorare. Così, nel 1555 Carlo V firma con i principi luterani la Pace di Augusta, che riconosce ai principi la libertà di adottare la confessione cattolica o luterana e obbliga i sudditi a seguire la religione del sovrano.