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Stresemann e la Repubblica di Weimar

Nella Repubblica di Weimar, in seguito all’occupazione del bacino della Ruhr, le forze che premono per una svolta autoritaria passano all’azione: nel 1923 Hitler e Ludendorff organizzano il Putsch di Monaco, per rovesciare il governo, che però fallisce. Hitler viene incarcerato, e la Repubblica di Weimar resta nelle mani di Gustav Stresemann, leader della destra conservatrice. Stresemann cerca degli accordi con le potenze vincitrici della Prima Guerra Mondiale, per rivedere le modalità di pagamento delle riparazioni di guerra. Gli Stati Uniti presentano dunque a Stresemann il Piano Dawes, che prevede una serie di prestiti internazionali e un abbassamento delle rate per facilitarne il pagamento. Inoltre viene restituito alla Repubblica di Weimar anche il bacino della Ruhr. Il governo Stresemann indirizza la sua azione verso il risanamento dell’economia tedesca, anche attraverso l’emissione di una nuova moneta, il Rentenmark, convertibile in ipoteche sulla casa e sui terreni. Vengono approvate misure deflazioniste e la spesa pubblica viene ridotta. Con Stresemann si distendono anche i rapporti con la Francia: nel 1925 il Trattato di Locarno stabilisce l’intangibilità delle frontiere tra Germania, Francia e Belgio e la smilitarizzazione della Renania.