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Storia della commedia: riassunto

La commedia è una rappresentazione scenica di vicende tratte dalla vita comune e a lieto fine che nasce in Grecia durante le feste dionisiache e si stabilizza come genere intorno al VI secolo. Tra i commediografi di questo periodo ricordiamo Aristofane: le sue opere satiriche uniscono elementi reali e politici a elementi fantastici. Nel III sec. a.C. si conclude l’esperienza democratica ateniese e nasce la commedia nuova: i personaggi sono calati nella vita quotidiana e domestica e non più politica. A Roma Plauto e Terenzio contestualizzano la commedia greca per i loro concittadini. Nel corso del Medioevo la commedia sopravvive grazie alle rappresentazioni sacre ma sarà il rinascimento a restituire la commedia al favore del pubblico grazie alla riscoperta dei testi antichi, in particolare con l’opera di Ariosto. Con la commedia dell’arte la tecnica scelta è quella dell’interpretazione e i personaggi sono maschere fisse, come Arlecchino o Pulcinella. Nel XVIII secolo Carlo Goldoni dà avvio alla riforma del teatro, ma nel XIX secolo alla commedia viene preferita la forma della tragedia. Infine nel XX secolo autori come Brecht demoliscono la rappresentazione borghese inserendo elementi innovativi e letterari.