Il codice di Hammurabi: riassunto

L’impero babilonese, sulle rive dell’Eufrate, raggiunge l’apice sotto il regno di Hammurabi, che diventa re nel 1792 a.C. e mantiene il potere per 42 anni. Hammurabi impone a tutte le popolazioni dell’impero le stesse leggi per regolare gli aspetti della vita civile ed economica del regno e, acciocché tutti possano conoscerle, le riunisce in un codice e le fa incidere in grosse lastre che vengono esposte in ogni città.
Il codice di Hammurabi è scritto in carattere cuneiforme e rappresenta una novità presso un popolo in cui il sapere era di natura orale. Con il nuovo codice, infatti, tutti i cittadini hanno modo di conoscere le leggi e rispettarle e queste non possono mutare in base al re o al giudice.
La stele di Hammurabi, esposta al museo del Louvre di Parigi, è un blocco di pietra nera vulcanica alta più di due metri. Nella parte superiore è scolpito Hammurabi, in piedi, che aspetta di ricevere le leggi dal dio della giustizia, Shamash, seduto su un trono. Al di sotto del bassorilievo si trova il testo delle leggi, che si compone di prologo, sezione centrale ed epilogo. Le leggi sono 282 e sono suddivisibili per argomento: infrazioni, proprietà privata, attività commerciali, diritto di famiglia, lavoro e salario, diritti degli schiavi.